22/07/25 Lifestyle , Psicologia e dintorni , Visual Psychology # ,

Viaggio USA 2025: una tecnica di networking inusuale

Viaggio USA 2025: una tecnica di networking inusuale.
Quel giorno di marzo a Waco-Texas era appena uscito il sole e cessato il rischio tornado, un fenomeno comune in quello stato. Il vento, ancora fortissimo, non mi ha impedito di andare a visitare i “Silos at Magnolia”, una sorta di La Mecca per i fanatici delle serie tv di ristrutturazioni edilizie. Questa è stata una delle tantissime esperienze che ho potuto fare nel viaggio tra Orlando, Las Vegas, Austin, Waco, Dallas e Miami. A differenza di altri viaggi internazionali simili, un po’ programmati (es. partecipazione fiere) e un po’ serendipity (scoperte non cercate e bellissime), questa volta ho aggiunto un terzo elemento: gli APPUNTAMENTI.
Rispetto ad una conversazione in fiera, con mille variabili in gioco, tempi contingentati e stimoli esterni a favore o sfavore della breve interazione, gli appuntamenti hanno una ritualità molto più ricca: sono accordati, si è precedentemente introdotti, si ha uno spazio dedicato ed un tempo ampio per stare insieme.
Quali aspettative è necessario mettere in chiaro per predisporre l’interlocutore al meglio?
Come ci si prepara e che cosa ci si dice in un appuntamento con una persona che non conosci e con la quale sei stata gentilmente messa in contatto da amici generosi della rete di Linkedin?

15/07/25 Lifestyle , Visual Psychology #

National Association of Home Builders

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Mi sono immersa in una fiera distante da noi in tutti i sensi, ed è questo il bello.
A Las Vegas, l’International Builders Show 2025 National Association of Home Builders mi ha permesso di scoprire diverse cose, sia di prodotto che culturali.
I containers/casa a prova di uragano, i caminetti verticali personalizzabili, a scopo anche decorativo, gli stand enormi che si ergono verso l’altro e ricreano l’ambientazione dove si collocherà quel prodotto: niente quindi è lasciato all’immaginazione delle brouchure…
Insomma, “tutto, tanto, grande”, per citare il libro “Frontiera” di Francesco Costa.
Le cose che invece mi hanno parlato specialmente della cultura, o che almeno io ho collegato alla cultura sono:
-Stand immersivi, originali, una gara a quello che più ti avvolge nell’ambiente che potresti ricreare con quel prodotto; pavimenti simil legno soffici, che ti accolgono con un senso di comfort: un orientamento al cliente costante.
-Stand che occupano lo spazio il più possibile verso l’altro, con cartelloni altissimi appesi, che lo rendono visibile da chi sta camminando: mi ricorda la scalata continua verso l’altro dei grattacieli ed ho trovato curiosa la trasposizione in questo contesto.
-Due chiacchiere non te le nega nessuno, conversazioni conoscitive, grazie alle quali per esempio ho scoperto una cosa per me affascinante. La pietra naturale non è protagonista negli stand, ma lo è la sua riproduzione in quarzo. Qual è il motivo? Un responsabile vendite dell’Arizona mi dice che “Americans love perfection”, ovvero i clienti, se scelgono una lastra di marmo, la vorrebbero recapitata a casa con la stessa venatura con cui l’hanno vista in fiera, cosa non fattibile invece con la pietra naturale. Si sappia che me lo ha detto dispiaciuto per il fatto che molti clienti non colgano invece la bellezza di questa caratteristica eterogenea del marmo, attribuendone il conseguente valore.
Il concetto mi ha intrigata:
perfezione è standardizzazione, prevedibilità o perfezione è unicità e personalizzazione?
Dipende dalla cultura, naturalmente, e dall’oggetto a cui si riferisce, ma la trovo una chiave di lettura diversa che vale la pena approfondire.

24/06/25 Visual Psychology # ,

Partita Iva Tips – pt. 2 – I problemi che puoi risolvere

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Inizia dai problemi che vuoi e puoi risolvere. Per partire con il piede giusto, dobbiamo domandarci quali problemi vogliamo risolvere e quali possiamo affrontare con le competenze in nostro possesso e col carattere che abbiamo.

Sarà utile porsi questa domanda anche più volte a settimana, successivamente. Essere consapevoli di questo è il primo passo per costruire una proposta professionale solida, autentica, sostenibile e investire nell’autoformazione corretta. 

Link al canale Youtube

17/06/25 Visual Psychology # ,

Corporate Fragrance Teamwork

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Se la tua azienda si materializzasse in un profumo, di quale essenze sarebbe composto?
🔸️Fresco e agrumato come una startup energica, oppure caldo e avvolgente come un’organizzazione orientata alla relazione, oppure ancora elegante, strutturato, con un fondo persistente che racconta la sua storia?
Corporate Fragrance Teamwork è un’esperienza esclusiva pensata per i team strategici e board aziendali che desiderano mettere a fuoco in modo originale la propria corporate identity.
Attraverso un brainstorming guidato, traduciamo valori, visione ed evoluzione desiderata in note olfattive.
🔸️Perché l’esperienza funziona?
Perché tradurre concetti in note olfattive significa attivare il pensiero simbolico, sintetizzare la complessità e trasformare l’identità aziendale in un segno tangibile, memorabile e condiviso.

Corporate Fragrance Teamwork nasce nel 2016 grazie alla collaborazione con Claudia Scattolini, Fragrance Designer e prima italiana ammessa al prestigioso percorso internazionale dell’ISIPCA, Scuola di riferimento mondiale per la profumeria e la cosmesi fondata da Jean Jacques Guerlain.

10/06/25 Visual Psychology # ,

Partita Iva Tips – pt.1 – Le 4 capacità chiave

Contenuto dell’articolo

Quando il mantra “Alzati e Fattura” è la spinta di ogni giornata ed hai conquistato il badge da “Libero professionista”, sai bene che le competenze tecniche non bastano. Quello che davvero fa la differenza, nel tempo, sono alcune capacità chiave che ti permettono di reggere l’onda lunga e surfare anche quando tutto sembra traballare. Le 4 capacità fondamentali per affrontare la vita da Partita Iva, dal mio punto di vista e secondo la mia esperienza sono: Fiducia, Coraggio, Curiosità, Organizzazione e disciplina.

1. Fiducia

Fiducia in te, nel tuo valore, nelle tue competenze ed anche fiducia nel contesto, nella possibilità di trovare clienti, collaborazioni, occasioni, perché senza questa fiducia, il rischio è chiudersi, non proporsi, non cercare.

2. Coraggio

Il coraggio di esporti, di dire chi sei e che cosa offri, di proporre preventivi, di farti vedere, di affrontare anche i “no”. Specialmente il coraggio di proporre ciò che il mercato percepisce come nuovo e tu sei quindi una persona che rischia e scommette in qualcosa in cui credi! Senza coraggio, la visibilità resta un desiderio, ed il lavoro pure.

3. Curiosità

La curiosità di andare oltre il tuo ambito, di capire cosa accade intorno, di esplorare settori e approcci diversi: spesso le migliori idee arrivano proprio dai margini, non dal centro del nostro sapere.

4. Organizzazione e Disciplina

Lavorare da soli significa anche sapersi dare un ritmo, una direzione, tenere insieme creatività e metodo, pensiamoci: siamo una micro-azienda, dove tutti i dipartimenti sono dentro di noi. Alle 9.00 siamo in produzione, alle 11.00 al commerciale, alle 12.00 al marketing, al pomeriggio in amministrazione e una capatina al controllo di gestione. E la ricerca e sviluppo? Mai dimenticarsela… poi siamo anche al front-office, in segreteria generale ed al customer services. Chi lavora in proprio sa bene che è un continuo esercizio di equilibrio tra competenze diverse, ruoli da gestire e nuove cose da imparare.

Queste sono le prime 4 cose che avrei voluto mi dicessero quando ho aperto Partita 15 anni fa e ne parlo nel primo episodio della mini-serie Playlist #PartitaIvaTips sul canale YT

05/05/25 Psicologia e dintorni , Visual Psychology , Vitamine relazionali #

Partita Iva Tips

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“Certo che, averle sapute prima certe cose….” Forse tutti noi ci siamo trovati a ripetere questa frase. Se poi anche tu come me hai aperto una partita iva partendo da zero, il ricordo di questa frase brucia come la pelle secca ricoperta di salsedine e sabbia adriatica.
Per “partire da zero” intendo l’assenza concreta di supporti:
• Nessuno con cui confrontarsi su di un preventivo (in ambito Psicologia del lavoro)
• Silenzio totale sul tema delle tariffe
• Poche idee per farsi conoscere dai clienti
• Nessun confronto sulle strategie →All’epoca, la maggior parte degli psicologi del lavoro liberi professionisti cercava strade più certe, raramente imprenditoriali
• Poco “mestiere” in possesso, tutto da costruire e reinventare
→ Io provenivo dalle risorse umane, ero recruiter; poi è arrivata la crisi del 2009 e quel ruolo non serviva più.
Da qui nasce questa mini-serie YouTube:
3 puntate brevi, dirette e sincere su tutto quello che avrei voluto sapere 15 anni fa.
Un piccolo regalo per chi oggi si trova a partire da zero, soprattutto in questi tempi così incerti, dove reinventarsi e capitalizzare l’esperienza pregressa è vitale.
Guarda la playlist PartitaIvaTips sul canale YouTube _@VisualPsychology_ Se ti va, condividila con chi sta cominciando ora 🧡 Episodio n.1 in uscita il 30 aprile.

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12/07/24 Visual Psychology , Vitamine relazionali #

Hai una credenza disfunzionale?

-Si tratta di costruire un nuovo puzzle-
Che cosa sono le credenze disfunzionali? Sono convinzioni limitanti che guidano il nostro comportamento e che derivano dalla cultura della famiglia d’origine o da altre figure significative incontrate durante la nostra esperienza di vita.
Alcune volte siamo proprio noi quelli designati a liberare l’albero genealogico da tanta ripetitività e dalla tacita costrizione a ripetere gli stessi comportamenti.
Oltre al sistema famiglia esiste il sistema azienda, che allo stesso modo coltiva delle credenze disfunzionali.
A questo punto si tratta di costruire un nuovo puzzle. Nel coaching si procede proprio così: quali pezzi abbiamo? Quali ci sono utili a vivere meglio e quali di nuovi possiamo costruirci da soli?

05/07/24 Un giorno in azienda , Visual Psychology #

Power Point vivente

Una matrioska di carta che si trasforma in un tavolo da gioco per presentare un progetto: a tutti piacciono le (belle) sorprese. L’idea che qui condivido nasce dal mio annoiarmi su di un Power point, poiché se ne conosce a priori la fattezza e presumibilmente anche la struttura della slide successiva.
Ho creato questa presentazione cartacea a matrioska per raccontare un progetto al cliente seduto davanti a me. Dispiegare il foglio per creare forme inaspettate e fare atterrare le tessere sul tavolo da gioco così costruito porta dinamismo al racconto, senso di attesa e unicità rispetto al momento insieme.

28/06/24 Un giorno in azienda , Visual Psychology , Vitamine relazionali #

Hai intuito?

A prima vista, chi di loro è appassionat@ di fantascienza? Chi saprà suonare uno strumento? Chi ama l’arte moderna? Io un’idea ce l’avrei…
Insoliti sospetti è un gioco da tavolo per scoprire quanto l’estetica ci fa presagire delle caratteristiche personali altrui: tutti ormai sappiamo essere i bias cognitivi a guidarci in queste deduzioni, li utilizziamo (involontariamente) perché ci rendono la vita apparentemente più semplice e soprattutto velocizzano i processi decisionali. Ad un certo punto, però, si presenta il conto di tanta efficienza: questo gioco da tavolo permette al gruppo di iniziare con leggerezza per poi addentrarsi in una conversazione aperta sulle euristiche di pensiero, i bias cognitivi ed il loro utilizzo.
Il gioco genera l’emozione e la memoria, mentre il debriefing sarà la vera carta vincente.

14/06/24 Lifestyle , Visual Psychology #

Leadership tossica: ma perchè?

Se la leadership tossica non crea un ambiente dove le persone stanno bene sul lavoro e genera una spirale di comportamenti disfunzionali, perché innumerevoli aziende con un ottimo ebitda sono sostenute da questo tipo di leadership?
Questa domanda è stata posta da uno schietto Armando Brunini davanti a 1000 HR al congresso annuale AIDP – Associazione Italiana per la Direzione del Personale
È seguito un lungo applauso, nessuna tentata risposta e poi l’intervento in diretta di Daniel Goleman sull’intelligenza emotiva manageriale. È stato liberatorio ascoltare questa domanda coraggiosa e diretta e se si creerà uno spazio di risposta con un ponte tra la questione in essere e l’intelligenza emotiva io ci sono, perché di testimonianze e ipotesi ne ho molte: questo tema è nella top 3 delle sessioni di coaching.

07/06/24 Visual Psychology , Vitamine relazionali #

Bias cognitivi: pensieri lenti o veloci?

Siamo inaffidabili?
Prospect Theory: An Analysis of Decisions Under Risk, by D. Kahneman & A. Tversky. La Teoria del prospetto esplora il tema della soggettività: possiamo compiere scelte diverse di fronte allo stesso problema, a seconda del contesto, della propria memoria e di ciò che si vuole raggiungere o evitare in quel momento.
Si, la mente può giocarci brutti scherzi, perché i processi decisionali sono influenzati da piccoli escamotage: le “euristiche di pensiero”. Le euristiche sono scorciatoie mentali che utilizziamo per prendere decisioni più rapide e quindi non sempre accurate.
Un esempio?
L’euristica della “disponibilità dei dati”, che ci fa attribuire un peso maggiore alle informazioni più facilmente accessibili nella nostra memoria o che emergono ad una veloce ricerca, come le recensioni online che ci danno l’illusione di rappresentare la sintesi di tutte le esperienze d’acquisto.
Le euristiche possono condurci fuori strada senza nemmeno rendercene conto ed il risultato sono i famosi bias cognitivi, ovvero gli errori di valutazione, gli stereotipi ed i pregiudizi.

30/05/24 Un giorno in azienda , Visual Psychology #

Visual decision making

Gioco da tavolo in area produzione: 8 Responsabili di un’azienda metalmeccanica s’incontrano per costruire un processo decisionale comune e, prima ancora del processo, convengono sui CRITERI DECISIONALI, che sono come il Nord di una bussola.
Condivido questo schema su cui abbiamo lavorato, se potesse essere d’aiuto per i vostri team!
Ps.
Dettaglio pratico per i colleghi: questo foglio è stato utilizzato come un tavolo da gioco, con le “carte problema” da loro create nell’area arancione, da pescare man mano e a cui far fare tutto il giro nel verso della freccia.

22/05/24 Un giorno in azienda , Visual Psychology #

Business game. Il passo del pinguino

Nuovo gioco in arrivo, a passi di pinguino: ecco il gioco in 3 parole????
SITUAZIONE: in un mondo di sedie occupate (persone) arriva un pinguino (il famoso “cambiamento”) a portare scompiglio con la sua placida e goffa camminata. Apparentemente lontano e prevedibile, il pinguino è invece impattante ad ogni nuovo round.
SFIDA: il pinguino (una persona del gruppo) è in cerca di una sedia e la sedia libera c’è, ma tutte le persone sedute devono impedire che il pinguino si sieda, spostandosi ad occupare la sedia man mano che una sedia si libera.
FACILE, direte voi. Era quello che ho pensato anche io, ma indovinate il tempo medio in cui siamo riusciti ad impedire al pinguino di occupare una sedia: 30 secondi, 60 secondi o 80 secondi?
Many thanks to Sanna Koivu #Play14 Vienna for letting us practice this revealing game in the #Agile framework!

17/05/24 Lifestyle , Visual Psychology , Vitamine relazionali #

Salute mentale

Salute mentale e salute fisica sono vicine di casa, vanno d’amore d’accordo, si parlano ogni giorno, ma la prima è il quartier generale, quella che si imbatte nelle intemperie della vita e la seconda ne manifesta le conseguenze. Se “il quartier generale” non sa come metabolizzare i tumulti esterni, vediamo poi gli effetti riflessi sulla seconda casa, la salute fisica, con i relativi campanelli d’allarme: insonnia, gastrite e altre amenità. Questo è stato l’inizio dello speech al Motor Valley Fest sulla salute mentale. E la fine? Un gruppo di lavoro sano, cioè in grado di guardare alle differenze intra-gruppo come complementarietà (e non ostacoli) è capace di evolversi perché “dove non arrivo io, arrivi tu”. Aiutare le persone a stare nelle differenze e a valorizzarle è un’assicurazione per la vita del gruppo stesso e per la talent attraction dell’azienda.
Grazie a Filippo Poletti per l’intervista, Meneghini & Associati Eugenio Razelli Motor Valley per l’invito.

08/04/24 Un giorno in azienda , Visual Psychology #

International Visual Meeting

Meeting internazionale per 50 persone: possono sembrare tante sia per generare una conversazione che per coinvolgerle tutte in un’attività, invece è possibile.
Come disegnato nel programma che vedi qui affianco, si sono alzate ben presto dalle sedie per dare forma al mondo e per confrontarsi su stereotipi e verità della cultura del luogo.

I 50 colleghi sono diventati cittadini di un mondo disegnato a terra e questo nuovo piano orizzontale (non quello verticale delle slides) ha fatto crescere nuovi e significativi legami.
L’attività che vedi si basa sulla metodologia chiamata “facilitazione di gruppo”.
Grazie invece alla facilitazione visuale il progetto sta tutto in un foglio.

01/04/24 Un giorno in azienda , Visual Psychology # , ,

Gruppi di lavoro conflittuali

La conflittualità in un gruppo di lavoro è un fenomeno fisiologico (Tuckman & Forsyth 1965) e per parlarne in un debriefing è meglio arrivarci con animi distesi e menti rinfrancate da un buon gioco.
La “staffetta-puzzle” è uno dei giochi di maggior successo che abbia mai utilizzato: certo, i partecipanti non potevano vedere l’immagine complessiva tutti insieme e per tutto il tempo a disposizione, ma non è forse così che si lavora tutti i giorni, navigando a vista?

25/03/24 Un giorno in azienda , Visual Psychology # ,

Ti batte sempre il cuore?

Non ci si abitua mai. Fortunatamente, ad alcune cose non ci si abitua: è 6 anni che percorro questo vialetto e ogni volta sale l’emozione e la curiosità nel vedere quali meraviglie in fase di prova su strada colorano il grande viale che costeggia le aree produttive (oggi una metallizzata cangiante dal viola all’arancio, che non si può fotografare, naturalmente).
Io ci metto il mio, ma se non avessi la costante fiducia dei miei clienti non andrei da nessuna parte. Spero di non abituarmi mai nemmeno alla fiducia, anch’essa un bene di lusso.
Automobili Lamborghini S.p.A.

18/03/24 Lifestyle , Visual Psychology #

20 anni da festeggiare

Nuova avventura con la partita iva? Nel caso tornasse utile, tengo a condividere ciò che ho SBAGLIATO in questi 20 anni di lavoro: l’aver saputo prima queste cose mi avrebbe reso la vita più facile, ma allora non si chiamerebbe “esperienza”, bensì saggezza innata.

Le mosse sbagliate:
1. aver pensato a lungo che gli altri fossero sempre meglio di me, in tutto;
2. aver lasciato, per molto tempo, che il prezzo per le mie prestazioni venisse quantificato da altri interlocutori in gioco;
3. aver ignorato sistematicamente i segnali di stanchezza del corpo, che poi ha presentato un bel conto, con gli interessi.

Le scelte giuste:
4. capire, grazie alla psicoterapia, che cosa mi impediva di smantellare i punti di cui sopra;
5. mettere a fuoco ogni giorno la mia idea di realizzazione, cioè quello che mi avrebbe resa fiera di me e ridefinirla, se necessario;
6. nelle scelte da operare quotidianamente, guardare il risultato a lungo termine e non nel breve, il che richiede un’alta perseveranza e pazienza, aiutate dal punto 5.
7. osservare le persone che ci sembrano dei buoni role model e capire che cosa di loro viene apprezzato nelle interazioni sociali e di business. Ciò che emerge, se coerente a noi, farlo proprio, personalizzandolo secondo il nostro modo di essere.

Ps. Foto della festa dei 20 anni di professione by Nicolò Zuliani, mentre il video realizzato meravigliosamente da Tommaso Galora è sull’altro social, quello che inizia con Insta.

11/03/24 Visual Psychology , Vitamine relazionali # ,

Negoziare: interessi e posizioni

Business diversi, problemi simili.
Ciò che rende difficile il relazionarsi al lavoro ha una base comune, anche se si opera in settori diversi.
Capirsi e condividere il concetto di giusto e sbagliato è tutto quello che serve per avere delle buone relazioni in azienda: c’è un piccolo trucco per iniziare a capirsi, visto che qui sta il punto focale delle relazioni difficili.

W. Ury, nell’ “Arte del negoziato”, spiega bene la differenza fra POSIZIONI ed INTERESSI.
Le posizioni rappresentano ciò che chiedo esplicitamente, mentre gli interessi sono invece sottostanti e generalmente non manifesti.
Un esempio?
“Voglio una bottiglia d’acqua” – la posizione.
Gli interessi possono essere molteplici:
desidero bere,
vorrei dar da bere alla pianta in ufficio,
ho bisogno di lavare il lunotto posteriore dell’auto in parcheggio.
Fintantoché si gioca al tiro della fune con “le posizioni” contrastanti si perde tempo prezioso nei meeting: utilizzarlo invece per porre domande esplorative, al fine di sondare gli interessi sottostanti alle posizioni, costituisce la vera chiave di volta per avviare la risoluzione di un conflitto.

04/03/24 Visual Psychology , Vitamine relazionali # , ,

Strategie di negoziazione

Il gioco del treno per testare la propria capacità di essere influenti.
Serve conoscere l’altro per capire quali motivazioni addurre alla propria tesi. Prima di preoccuparci delle parole da utilizzare per essere convincenti, è meglio pensare a quale domanda porre: le domande esplorative ci portano nei mondi altrui. Solo con quei dettagli possiamo dedurre il vantaggio percepito dalla controparte e fargli spazio nel terreno negoziale.
Lagardère Travel Retail, corso esperienziale sulla negoziazione.

Gioco in scatola: Trauma Tram

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